venerdì 13 luglio 2018 | Albano Sant'Alessandro

LA STORIA DI TABORRE E MADDALENA

Secondo spettacolo del Teatro Festival Terre del Vescovado che vede il ritorno dei pugliesi Armamaxa Teatro con «La Storia di Taborre e Maddalena», narrazione funambolica di Enrico Messina accompagnato dalla fisarmonica.

 

Lo spettacolo Armamaxa Teatro «La storia di Taborre e Maddalena» Di Enrico Messina Con Enrico Messina, Mirko Lodedo Musica originale in scena Mirko Lodedo (fisarmonica, oggetti della tavola) Collaborazione alla messa in scena Micaela Sapienza Produzione Armamaxa teatro, Casarmonica e Teatri Abitati – Residenza Teatrale di Ceglie Messapica e Ostuni “Chi nomina chiama e qualcuno accorre, senza spiegazioni, al luogo dove il suo nome lo sta chiamando. Quando questo accade, si ha il diritto di credere che nessuno se ne va del tutto finché non muoia la parola che, chiamandolo, lo fa ritornare” (Edoardo Galeano).

In un trattato iraniano del quindicesimo secolo dedicato alle arti dello spettacolo, sull’arte dei raccontatori è scritto: …se ti domandano qual è l’origine di quest’arte, rispondi che è la sapienza e che colui che sa ignora, allorché comincia la narrazione, come la condurrà; se ti domandano come finisce una narrazione, rispondi: con la conquista dei cuori.

Lo spettacolo narra la storia di due giovani, Taborre e Maddalena, che la sorte ha destinato a vite diverse. Fuggono dal loro impossibile amore e trovano rifugio in una radura del Gargano, presso la casa di un vecchio pastore che l’uomo ha costruito intorno a un albero di pere. Nell’incontro silenzioso dei tre, l’uomo offre ai due ragazzi un frutto poi, piantati i semi raccolti per tutta la sua vita, comincia la narrazione. E racconta loro la storia di un re d’un epoca lontana che aveva tre figli e un grande giardino con, al centro, un albero di pere.

Il lavoro nasce dall’incontro di un attore e un musicista che, ritrovatisi intorno ad una tavola imbandita con cibi semplici, un piatto di grano cotto con il pomodoro, del pane, un bicchiere di “mieru”, pecorino e pere, hanno cominciato a raccontarsi. E le storie sono nate dai suoni piccoli della tavola: il suono delle posate nei piatti, il gorgoglio del vino che cade nel bicchiere, il tintinnio dei bicchieri che s’incontrano nel brindisi… per diventare musica e parole.

Perché così nascono le storie: intorno a un tavolo, con i suoni e le parole semplici di chi si ritrova a condividere una cena, un pasto. Raccontare storie è arte antica e necessità profonda dell’essere umano. Dare forma di storia all’esperienza vissuta, per comprendere e dare ordine a quanto accade, conservarne la memoria, creare un senso di appartenenza. E se le parole per narrare non bastano, allora saranno i gesti, gli sguardi, i suoni, la musica a raccontare la paura, lo stupore, il coraggio, la conquista, l’amore. 

Posti limitati, è consigliata la prenotazione: prenotazioni@albanoarte.it – cell. 3348136246 (dalle 16 alle 18). Ritiro biglietti in loco entro mezz’ora dall’inizio dello spettacolo, pena la decadenza della prenotazione. Le prenotazioni lasciate in segreteria telefonica NON sono ritenute valide. Le prenotazioni via e-mail sono da ritenersi valide solo dopo risposta di conferma.

A seguito d’ogni evento è prevista una degustazione dei Sapori del Vescovado.

In caso di maltempo: Auditorium comunale di Montello.

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Informazioni

Evento segnalato da:
Terre del Vescovado

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